Comunicato Stampa: pista ciclabile

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La pista ciclabile prevista sulla Salaria rappresenta solo uno degli interventi previsti per la riqualificazione dello Scalo. Da questo punto di vista, un’opera di questo tipo sarebbe utilissima se nascesse in sinergia con altre opere che ne amplificano le potenzialità e le utilità; migliorandone la sicurezza, riducendo a zero altri tipi di disagi che, invece, possono aumentare senza un adeguato e funzionale piano di mobilità sostenibile globale. In questo caso una delle condizioni, affinchè ciò avvenga, è rappresentata dal progetto della Salaria bis. Negli anni scorsi I lavori per la sua costruzione sono stati finanziati e iniziati (infatti ad oggi sono visibili circa 1,5 km di tracciato già realizzato).

La convenzione che ha sancito il nuovo finanziamento di 9,5 milioni di euro, da parte della Regione per la realizzazione della Salaria bis è del 17 ottobre 2012. L’altra condizione necessaria è che questa opera nasca all’interno di un piano certo e definito di mobilità. Il Ministero dell’Ambiente ha fatto presente che se si fosse fatta la Salaria bis, non ci sarebbe stato più spazio per proteggere Monterotondo dalle piene. Allora si sono fermati i lavori, perchè la Regione ha proposto di trasformare la Salaria bis in un progetto integrato che facesse sia da variante che da protezione per la messa in sicurezza idraulica.

 

La questione va affrontata anche da una prospettiva, secondo noi, necessaria ed irrinunciabile. Ogni opera di pubblica utilità, dal punto di vista dell’idea e dell’opportunità, deve includere la partecipazione dei cittadini nelle questioni che li riguardano direttamente, per risultare ottimale. Il comune di Monterotondo ha predisposto solo formalmente tutte le iniziative atte a rispettare il coinvolgimento dei cittadini. In realtà la volontà di predisporre un piano già organizzato, fa presupporre che le scelte strategiche dell’amministrazione comunale non siano mai state condivise e giudicate dai cittadini di Monterotondo scalo, lasciando spazio solo alla visibilità del progetto quando oramai i fondi comunitari erano già predisposti.

C’è da dire che, se l’amministrazione comunale avesse avuto alcuni problemi nella realizzazione del progetto originario, aveva l’obbligo morale di diffondere tale inadempienza, attraverso una serie di incontri con i cittadini. A nostro avviso tutte le proteste generate dai cittadini nascono da una grave mancanza di dialogo tra amministrazione comunale e cittadinanza. Condividiamo dunque la necessità urgente di chiarezza da parte dell’amministrazione su tutte le questioni che non sono state affrontate e condivise.

Ad oggi, non sono ancora certi i possibili sviluppi né tantomeno la tempistica di realizzazione della Salaria bis. Non sappiamo se c’è un piano di mobilità credibile presentato e garantito dall’attuale amministrazione per lo scalo e ci risulta inesistente la volontà, da parte loro, di condividere scelte e progetti con la popolazione.

Dunque pur essendo favorevoli alle piste ciclabili per principio, rimaniamo contrari a tutti quei i lavori pubblici pensati, progettati e realizzati senza l’utilizzo della condivisione e del principio di pubblica utilità.