Basta emergenze! Non facciamoci cogliere impreparati

Idrogeologico BASTA EMERGENZE
 
 
Sistematicamente ogni autunno, a causa della mancanza di un’adeguata politica di prevenzione e di governo del territorio, la zona di Monterotondo Scalo, vive una serie di emergenze legate agli
allagamenti. Se i cambiamenti climatici rendono sempre più vulnerabile il territorio nazionale, il
disagio si accentua dove l’eccessiva antropizzazione insiste su aree che da sempre hanno costituito
un naturale luogo di espansione delle acque in piena.
 
Le aree dello Scalo vivono sempre più drammaticamente questa realtà.
 
La presenza del Tevere ha costantemente sottoposto alcuni luoghi di Monterotondo ad un naturale
allagamento, ma nel tempo la recettività idraulica di queste aree è diventato lo strumento per la
salvaguardia della Capitale dalle inondazioni. Infatti con la costruzione della diga di Castel
Giubileo, la possibilità di allagamento di alcuni territori che rientravano nel bacino idrografico, tra cui Monterotondo, è diventato il risultato di una precisa scelta politica. In ragione di queste scelta il 10 luglio 2010 è stato siglato un Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio finalizzato al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico.
Questo accordo propone la realizzazione di 59 interventi di messa in sicurezza da frane e alluvioni
attraverso lo stanziamento di 90 milioni di euro, approvati con D.G.R. 329/2010, e 30 milioni per
un programma straordinario di interventi contro le esondazioni.
L’intervento più consistente, per €16.465.000,00 (Decreto AP Lazio 15/07/2010), riguarda la messa in sicurezza idraulica che si attua a monte della città di Roma, proprio nel comune di Monterotondo, dove l’ampia presenza di aree permette l’esondazione pilotata del Tevere.
Sebbene tali stanziamenti siano stati finalizzati alla realizzazione di invasi di espansione e strumenti di salvaguardia delle aree, poco o nulla di questo è stato attuato.
 
Allo stato attuale l’Amministrazione comunale, congiuntamente alla Regione Lazio, devono, a
nostro avviso, portare avanti un progetto integrato e di ampio respiro per la salvaguardia di questi territori e, con responsabilità verso i cittadini, fronteggiare questa situazione.
Al momento sono stati attuati unicamente di interventi puntuali, ma le politiche per la mitigazione
del rischio idrogeologico non si possono limitare a queste operazioni. Occorre che sia avviata una
politica preventiva che si imponga su quella della sola gestione dell’emergenza, alla lunga
notoriamente più dispendiosa.
In queste aree negli anni è stata ravvisata anche la scarsa rispondenza e funzionalità dei canali e
fossi, che costituiscono i naturali strumenti di drenaggio.
Questi nel tempo sono divenute discariche abusive, sono state invase dalla vegetazione se non
deviati o intubati. Queste modifiche hanno nel complesso contribuito a mutare i deflussi naturali
che ormai non rispondendo più da soli, cercano nuovi percorsi con i rischi che ciò comporta.
La pianificazione urbana soprattutto per lo Scalo è carente di uno strumento di governo per un
nuovo assetto idraulico delle aree urbane, demandando e costringendo i privati, per le aree di nuova edificazione, ad interventi che necessitano di una visione più generale di coordinamento che includa anche la parte precedentemente edificata, priva di adeguati strumenti di gestione.
La riduzione del rischio potrebbe essere perseguita anche attraverso interventi non strutturali che
richiedono risorse economiche molto più contenute.
La divulgazione di norme per l’uso del suolo, monitoraggio dei fenomeni, sistemi di preavviso e
allarme, piani di emergenza, presidi territoriali, comunicazione e consapevolezza del rischio,
coinvolgimento della popolazione nelle azioni di difesa sono alcuni degli strumenti che
l’Amministrazione potrebbe utilizzare nell’attuazione di un piano di salvaguardia verso i cittadini
che risiedono nelle aree dello Scalo. E’ di soli pochi anni fa la morte di una nostra concittadina in un sottopasso invaso dalle acque.
 
Più che mai diviene urgente il monitoraggio di terreni franosi, la pulizia dei fossi così come la
pianificazione dell’espansione delle acque di piena, pulizia degli argini del fiume,
potenziamento delle fognature realizzazione di vasche di prima pioggia e di laminazione a
rilascio lento quindi tutta una serie di interventi che devono essere pianificati nel tempo e che
soprattutto non lascino il cittadino a fronteggiare da solo la situazione d’emergenza.
 

Ps: giovedì 27 novembre dalle ore 15.00 è convocato il Consiglio comunale, tra i punti all’ordine del giorno c’è la nostra mozione nella quale chiederemo al Sindaco e alla Giunta di impegnarsi per adottare “MISURE URGENTI CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO” cui è soggetta la nostra Città.

La potete leggere qui:

http://www.monterotondo5stelle.it/wp-content/uploads/2014/11/MOZIONE-DISSESTO-IDROGEOLOGICO-MONTEROTONDO-3.pdf

Ricordiamo che la partecipazione ai consigli comunali è APERTA A TUTTI I CITTADINI.